Milano piovuta dal cielo

Dopo due giorni di segregazione casalinga con raffreddore-febbre-laringite , la connessione internet guasta e senza voce ho capito che uscire sarebbe stato il male minore. Twitter non è ancora in grado di offrirmi una birra. E prediligo il 3d e la cinestesia.Tant'è. Tachipirina, ormai diventata mia zia, se potessi l'abbraccerei. Quindi parcheggio dove solo un sociopatico saprebbe e sono sotto l'albero davanti al teatro Strehler col ghiaccio che mi fa cling-cling nel bicchiere. Breathe in Milano Film Festival . Non è certo una novità il fatto che il MFF sia una scarica di defibrillatore alla città che tengono (teniamo?) in coma farmacologico. Ho avuto anche il piacere di suonarci due volte, ed è sempre stato superlativo. Come al solito in questi giorni Milano apre gli occhi, ti parla e ti riconosce. Perciò ieri mi sono trovato al Parco Sempione, più verde che marrone, seduto sull'erba mentre veniva proiettato School Of Rock. 'Nuff said. Ora, il programma del MFF è come sempre eccellente, e tanti sono i discorsi che si possono fare sull'importanza di partecipare attivamente alle proiezioni che spaziano enormemente . But that is not what I want to talk about. Vi sto solo scrivendo una foto, una foto in cui è venuto bene chiunque io abbia incrociato ieri sera, chiunque abbia scambiato due parole con me o uno sguardo, chiunque fosse in giro. Una foto dove c'è una donna bellissima che sorride e tutti mi chiedono "ma chi è?". E' Milano, è la mia città. Ci ho messo mezz'ora a tornare alla macchina, ho parlato con chiunque incontrassi. In questi giorni si respira, ed è importante che ricordiamo sempre che possa essere così. Ieri Milano ha aperto gli occhi e mi ha parlato, e mi ha riconosciuto, ne sono certo. Adesso dimettiamola e portiamocela a casa.