STANDPUNKT (Dire Buonanotte A Milano)

Mi piace. D'estate e d'inverno. Col caldo che mi si aggrappa addosso e col freddo che punge.Prima di andare a dormire. Non so se posso farne a meno. E non so in effetti perchè dovrei mai farne a meno. E' mio. E' mio il momento in cui ogni notte guardo Milano dall'alto. Dalla mia finestra. E' il mio punto di vista. Con il suo sangue che scorre più lento nelle vene, le luci accese e ogni rumore che si prende il primo piano bucando il silenzio. E' democratico il silenzio di Milano di notte, concede a chiunque di essere per un istante protagonista. Un'autoradio troppo alta, un motore che tossisce, dei passi sull'asfalto, un cane che abbaia, qualcuno che litiga, qualcosa che cade. Ma io sono un po' più in alto e ne respiro l'odore. Ho i piedi nudi e sono al sicuro. E' il momento in cui la conosco, è lo spicchio di lei che conosco a memoria. Ma di cui non posso avere memoria, perchè ogni notte è uguale e diverso. Mi prendo tutto il tempo che mi serve, come un amante che sceglie le parole più importanti. L'annuso, squarcio l'aria con una mano. Dorme con un occhio sempre aperto. Ma ho imparato a mettermi dal lato giusto se non mi va di farmi vedere. Simone De Beauvoir direbbe che è un bel casino se mi metto a confondere il mio punto di vista con la verità assoluta. Ma non è questo il caso. Così è come la conosco io, è come si concede a me. Per destino e per elezione. Quattro piani sopra la sua pelle. E il giorno dopo facciamo finta di non conoscerci in mezzo alla gente, ma da una parte all'altra dei semafori, di tanto in tanto, ci guardiamo complici.

Fais dodo Milano.