PUNK GOES ACOUSTIC (Believe The Hype)

Un po' meno di un anno fa Andrea ( Mr. Andrea Rock per chi lo conosce via tv ed fm )mi dice che sta organizzando una serata di tributo al Punk in versione acustica al Rock N Roll di Milano. Partecipo. E' il 7 Novembre 2010. Il primo PUNK GOES ACOUSTIC.Molti di voi si chiederanno che cosa possa avere io a che fare col punk.

Piccola digressione personale. It all started from there, per me come per molti ragazzi milanesi della mia generazione, compreso il buon Vibes drummer Nik Taccori i tempi dei primi concerti fatti e sentiti sono indissolubilmente legati ai nomi di NoFx, Rancid, Pennywise, Bad Religion, Offspring, Green Day, Sick Of It All, NUFAN; a capelli ossigenati o tinti di qualsiasi colore; a cassettine per le feste dove non poteva mai mancare "Time Bomb"; a tavole da skate ovunque e comunque; al Rainbow e alla sua selezione musicale; a magliette marroncine con sopra scritto "punkers"; a moltissimi lividi multicolore da pogo e a limoni selvaggi con chitarre inferocite in sottofondo. E' dal punk-hardcore melodico, californiano e non che a rebours ho conosciuto il punk delle origini e delle leggende. Sex Pistols, Ramones, Clash and so on. E' con questa colonna sonora che ho iniziato ad alzare il dito medio al mondo da adolescente in preda ad un incessante sturm und drang . Per questo non lo rinnegherò mai, per questo avrà sempre una parte in me, per questo ho partecipato a tutti i PGA milanesi.

Ieri era la mia quarta, al Rock N Roll di Rho: in pratica il Rhock N' Roll. La quantità e la varietà di persone che partecipano è ormai sconfinata. Gente che per molte cose non potrebbe essere più distante si trova sopra e sotto lo stesso palco per condividere uno spirito. Quasi nulla è programmato nelle serate, tutto può succedere, e normalmente succede esattamente di tutto. Chitarre acustiche, tambourines, djembe, armoniche, bassi, batterie per bambini, loopstations. Gente vestita da mariachi, e gente che sembra appena atterrata da Los Angeles. Non è una novità che Milano fatichi ad avere una scena musicale il cui collante sia unicamente la voglia di fare musica, perciò rimango stupito ogni volta dal clima che trovo a PGA. Mi viene in mente Bro Hymn dei PW appena apro la porta del locale. E non è una questione di musica. Vorrei che tutti potessero vedere. Ognuno ci mette del suo, io cerco di portare un pezzo di ciò che sono ora a quella parte di me da cui tutto è iniziato. Sembra impossibile ma penso che possano convivere in ogni canzone. E non è solo una questione di musica. E'una questione di non dimenticare da dove si viene. Io credo che PGA celebri quello spirito che ha permesso, a ognuno in modi e tempi diversi, di alzare il dito medio al mondo. Il primo passo per ricostruire. Not to ever give up. Poi penso che proprio a quei tempi Andre e io eravamo acerrimi nemici per rivalità di punk bands. Ora l'esatto contrario. Ognuno dei miei amici aveva i suoi motivi e le sue affinità per entrare in metrò la mattina tenendo nel Walkman l'ultimo Punk O' Rama a volumi devastanti. Cosa ti porta a PGA è la tua storia, è personale e intimo. Quello che ne esce è di tutti, e fa bene a tutti.

Grazie a tutti guaglioni

Andrea Rock, Ketty, Mike, Ste, Le Club Noir, Kappa, My Own Rush, Finley, Jim, Walter, Attilio, Luca, Domi & Paco, Edo ..'till the next one.