TOUR DIARY PT. II MILANO & PADOVA

Sabato 23 Giugno.Il Carroponte è uno di quei rari posti che ti fanno pensare che forse a Milano non tutto è perduto. È bellissimo, funzionale, comodo, romantico e tutto funziona alla perfezione, tanto da spettatori quanto da musicisti. L'occasione per me è più unica che rara, cantare da solo, in italiano, in una serata tributo a Fabrizio De Andrè

ImmagineQuando Fabio, organizzatore dell'evento mi ha proposto di prendervi parte mi è sembrata una cosa meravigliosamente assurda e perfettamente a tempo nel suo pulsare a un ritmo diverso dal mio solito. Non ho potuto fare altro che accettare, e sentire le budella che iniziavano ad aggrovigliarsi. Confrontarsi con i grandi Maestri vuole dire, a mio parere, lasciar perdere per qualche lungo istante la forma, concentrarsi sulla sostanza, onorarla ed essere il più onesti possibili. Mettere onestamente allo scoperto il cuore di ciò che da questi Maestri abbiamo ricevuto, ognuno a proprio modo, senza necessariamente rimanervi attorcigliati, necessariamente senza rimanerci impigliati.

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Ed è così che con il mio sgabello e la mia chitarra mi sono trovato sotto le stelle del Carroponte a guardare in faccia Genova e quel suo mare a cui io sono tanto legato.

Suonando ho potuto innamorarmi nuovamente e perdutamente di un pezzo. Ci si sente il vento sul viso, sulla pelle, madida di dubbi proibiti, l'aria densa delle passioni, le promesse delle stelle lontane ,la gravità cadenzata delle abitudini spazzata dalle onde. Mastica e sputa, da una parte il miele, dall'altra la cera.

Forse l'inizio di un nuovo viaggio.

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E poi, chitarra in spalla e via, salgo in macchina per andare a Tradate a fare un dj-set. Ma la testa è ancora tra le corde.

Domenica 24 si va a Padova, in trio, per un concerto a Il Chiosco, gestito da Alessandro Miconi, che nei mesi

Immagineinvernali si occupa del Fishmarket e che è una di quelle persone con cui non vorresti mai smettere di lavorare.Il Chiosco è un posto splendido e magico. Stelle, candele, prati, Buddha di pietra e Vergini di cera. L'Italia batte l'Inghilterra e va in semifinale. Nik come sempre sente il match in modo assai viscerale ed è uno spettacolo parallelo a quello della partita. Il tempo dell'ultimo rigore ed iniziamo a suonare.Finiamo di suonare la nuova Black Heart Baby e sul palco si fa spazio la luce vibrante di una candela. Una torta di compleanno. É Lunedì 25 da pochi secondi. Sono diventato trentaduenne senza accorgermene. Uno dei modi più belli per compiere gli anni. Nel tempo sospeso della musica, di fianco e di fronte a chi si ama.

Si stacca la spina, si vanno ad assaggiare i cocktail a "chilometro zero" dello Slow Bar del chiosco. Frutta fresca, marmellate, sciroppi fatti in casa e alcool della migliore qualità. Max e il nostro amico Cioccio from Vicenza si Immaginesfidano in un botta e risposta di imitazioni. É uno scontro tra titani.

Qualcuno soffia sulle ultime candele, è tempo di tornare in albergo.

La mattina Padova ci sveglia col sole e ci invita a goderne indugiando il più possibile.

Ma a un certo punto bisogna tornare verso casa, a trentadue anni lo si sa bene.

Next stop Piacenza e l'autodromo di Monza.

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