E' TUTTO FIGO

C'è che poi qualcosa non mi torna.Non mi torna in questa città perchè è il posto dove torno io, e allora riesco a vederlo meglio. Non mi torna perchè le giornate si fanno grigie, ed è lì che vedi se la gente brilla o no. Non riesco mai a capire chi faccia davvero sul serio. Sembra che ci si nasconda tutti dietro un paio d'occhiali, dietro una pettinaturagiustaalmomentogiusto (non nel mio caso per ovvie ragioni) , dietro il disco che fa figo ascoltare, il libro che sehailettoquestosìcheseicool, dentro dei vestiti da fashionblog, dentro i cocktail. Ma quando usciamo allo scoperto? Quando siamo nudi? Io me lo chiedo sempre di più. Dove inizia la musica vera ad esempio, e dove finisce quella che ci si sente sicuri di fare perchè va abbastanza di moda, èfuoridaglischemimanontroppo con un cantantechecantamanonpropriobenecioèhalavoceunposporcaeglistrumentistisuonanomaleperchèinrealtàsonomoltositintivi? Dov'è che si finisce di scrivere da scrittori con ambizioni maudit, dissacranti in modo paraculo, paraculi in modo dissacrante, che raccontano di tendenze autodistruttive abbastanza da far parlare ma non abbastanza da uscire calda zona dell'artefatto e controllabile? Ormai sembra tutto "figo". Dopo un pomeriggio di shopping in catene onnipresenti ogni uomo o donna può fondamentalmente acchittarsi da "figo/a". Basta leggere un paio di dritte su internet ciascuno può riempirsi l'ipod con musica "figa". Fatti un'autoscatto col telefono, mettici quel filtro, che effetto "figo"! E' tutto figo.

Già, ma il Bello dove sta? Perchè è di quello che c'è bisogno

Ma forse fa un po' troppa paura, ha un legame troppo stretto con il vero.

La verità è che il bello è rischioso. Io però ne ho bisogno.