Islanda #4 - e poi arriva lei

Il mio amico Gabro la chiama "la solitudine degli iperattivi".
Questa è stata l'agenda delle mie ultime 36 ore.
Partendo da Siglufjördur mi sono fermato Olafsfjördur, un bellissimo paesino di pescatori incastonato su un fiordo. Qui un simpatico signore locale, un giante buono sulla cinquantina mi ha scambiato per un suo concittadino non riuscendo a capacitarsi del fatto che non rispondessi ai suoi discorsi in Islandese.
Dopo qualche ora di guida ho camminato attorno a Godafoss,una cascata maestosa dove si dice che l'ultimo legislatore pagano d'Islanda abbia gettato le statue e i simulacri di quelli che furono i suoi dei prima che decidesse che l'Islanda sarebbe stata cristiana.
Sono sceso nella buca di Grjotagja, una piccola grotta lavica dove si dice che un fuorilegge solesse fare i suoi bagni termali prima che i movimenti magmatici portassero quest'ultima ad avere 50 gradi di temperatura. In tempi a noi molto più vicini e per la mia personale soddisfazione, qui hanno girato l'episodio "Kissed By Fire" di Game Of Thrones.
Ho esplorato Dimmu Borgir, maestoso campo di lava dominato da "fortezze oscure" e ritenuto la porta che mette in comunicazione il mondo naturale con quello sovrannaturale. Gli amanti del metal lo sanno bene.
Ho fatto il bagno nelle pozze geotermali vicino al lago Myvatn. Esperienza che si è rivelata al pari di uno sport estremo data la presenza negli spogliatoi maschili di alcune sofisticatissime e potentissime armi battereologiche abilmente camuffate sotto forma di scarpe da trekking di un'allegra comitiva.
Ho viaggiato in barca al largo di Husavik e ho visto una balenottera minore e due megattere sbuffare e poi immergersi per nutrirsi prima dell'inverno e un gruppo di delfini (lagenorinco rostrobianco per essere precisi) nuotare e inseguire le onde.
Ma soprattutto ieri notte ho visto lei.
Speravo venisse a trovarmi ma sapevo di non poterci contare.
Del resto l'avrebbe spinta a cambiare le sue abitudini?
Ogni volta che mi azzardavo a confidarmi con qualcuno e a chiedere un consiglio le mie illusioni venivano infrante. Quasi con aria di scherno.
"Se ti fosse davvero importato tanto di lei avresti dovuto muoverti prima"
Eppure io ieri non riuscivo a dormire. E non riuscivo a smettere di pensare a lei. E in un albergo in mezzo al nulla, quando anche l'ultimo rossore del tramonto era scomparso, solo io vegliavo l'attesa dei sognatori.
E poi. Ha bussato alla mia finestra.
Si muoveva silenziosa e aveva un abito di un verde che i miei occhi non avevano mai visto, e che è difficile da spiegare. Sono uscito e mi sono precipitato da lei. Non sono riuscito a far altro che stare lì a guardarla, impalato. E dopo un paio di giravolte e di passi di danza se ne è andata. E mi ha lasciato da solo sotto le stelle.
Ma che importa.
È venuta da me.
Aurora.

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JACK JASELLIComment