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“Qualcuno dice che veniamo dalle stelle,
che siamo fatti di polvere di stelle,
che una volta siamo venuti al mondo dal nulla
girando vorticosamente.
Noi non lo sappiamo.
Quindi andiamo al parco.”

Sara Stridsberg

Questi versi bellissimi si trovano in un libro per bambini (ma è davvero così?) scritto dall’autrice Svedese e illustrato dall’artista italiana Beatrice Alemagna.
Poche parole, che ci mettono davanti a un ampio mistero, vasto come il cielo in cui si perde il nostro sguardo.
Sappiamo poco del senso del mondo, delle misteriose leggi del cosmo, ma ci è data la possibilità di occuparci delle piccole cose.
Possiamo guardare al minuto, inteso sia come unità di misura del tempo che come aggettivo. Al presente, a ciò che è semplice e piccolo, e forse trovarlo proprio lì il nostro senso. Mettendo un piede davanti all’altro, come lungo un cammino.
“Le cose piccole, i piccoli istanti. Non sono piccoli”, dice Jon Kabat-Zinn e Tich Nhat Hahn ci ha ricordato che quando beviamo il tè, stiamo bevendo nuvole.

La mindfulness, la consapevolezza, se allenata ci può aiutare a far fiorire questo sguardo, capace di cogliere il molto grande nel minuscolo e il piccolissimo nello sconfinato. Se vogliamo, il particolare nell’universale e viceversa. In un certo senso ci potrebbe pure portare a dire che il particolare è l’universale e viceversa.

Se una delle caratteristiche dell’apertura di mente e cuore al presente che si sviluppa di momento in momento è la possibilità di ricominciare o cominciare nuova-mente ad ogni istante, senza dubbio un’ulteriore potenzialità è quella di trovare la libertà ed il senso in ogni istante, senza cercarlo.
Si fa un gran parlare di diventare felici, ma una nuova prospettiva implicherebbe una felicità a portata di mano nel presente.
A tal proposito si è espresso in modo magistralmente chiaro Sam Harris.

“Passiamo la maggior parte del nostro tempo cercando di diventare felici, come se qualcosa di importante dovesse essere trovato, realizzato o aggiunto alla nostra esperienza del momento presente. Siamo sempre impegnati a risolvere problemi, rispettare scadenze, fare commissioni, soddisfare desideri, difendere opinioni, e ogni fine implicito dei nostri sforzi si rivela essere un miraggio. Non c’è semplicemente un luogo di riposo. In un senso fondamentale, non arriviamo mai davvero. E la questione del trovare un senso alla vita è una componente di questa ricerca. Vogliamo essere in grado di raccontarci una storia soddisfacente su chi siamo stati, chi siamo e chi stiamo diventando. Ovviamente, ha senso fare tutto il possibile per assicurarsi una buona vita, trovare un lavoro appagante, mantenere la salute, creare una famiglia felice. Ma è anche terrificante avere il proprio benessere interamente dipendente dalle sabbie mobili dell’esperienza; dalle storie che ci raccontiamo. Il grande potere della mindfulness è che può connetterci a un senso di benessere che è intrinseco al semplice essere consapevoli in ogni momento, e questa è una scoperta più profonda rispetto al trovare un significato nella propria vita, e allo stesso tempo è del tutto compatibile con essa. Attraverso la mindfulness, possiamo scoprire che, qualunque cosa cerchiamo di realizzare, non possiamo mai diventare veramente felici, possiamo solo essere felici. E fare questa scoperta, ancora e ancora, è l’essenza della pratica.”

Immergersi nel m0mento presente è immergersi nel senso senza cercarlo, è bagnarsi nel fiume per conoscerlo, è aprire la porta, è andare al parco.