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Medito da vent’anni. Il mio sistema nervoso non si è ancora ripreso.

Ho intervistato il mio sistema nervoso. Era molto nervoso.
Gli ho chiesto se fosse disponibile.
Mi ha detto: Dipende. Disponibile a cosa?
Gli ho detto: A un’intervista.
Mi ha detto: Pensavo a una catastrofe.

Il mio sistema nervoso è una persona prudente.
Talmente prudente che si prepara a cose che non succederanno mai.
L’altro giorno era preoccupato. Gli ho chiesto: Che cosa c’è?
Mi ha detto: Non lo so. Ma quando lo scopro voglio essere già preoccupato.

La meditazione tra noi è stata una relazione difficile.
Io mi sedevo. Lui si alzava.
Io respiravo. Lui tratteneva.
Io osservavo il pensiero. Lui ne produceva altri sette per non lasciarlo solo.

Una volta gli ho detto: Guarda che non tutti i pensieri sono veri.
Mi ha risposto: Certo. Per questo ne faccio tantissimi. Statistica.

Gli ho chiesto: Qual è la tua paura più grande?
Mi ha detto: Che un giorno tu smetta di ascoltarmi.
Gli ho detto: Ma è quello che provo a fare da vent’anni.
Mi ha risposto: Infatti siamo ancora qui.

Poi mi ha detto una cosa che mi ha fatto tenerezza.
Mi ha detto: Tu credi che io voglia rovinarti la vita. Ma io sto solo cercando di salvarti da una tigre.
Gli ho detto: Non ci sono tigri.
Mi ha detto: Appunto. Ho fatto un ottimo lavoro.

Da allora meditiamo insieme.
Io cerco di non credere a tutto quello che dice.
Lui cerca di convincermi che una mail ricevuta alle 18:47 potrebbe essere l’inizio della fine.
Per ora siamo entrambi molto soddisfatti dei risultati.