Nei prossimi mesi approfondiremo insieme alcuni temi, cominciando dalle attitudini fondamentali della mindfulness.
La prima che incontriamo questo Gennaio è la Pazienza, che ci può fare da pietra angolare per costruire il cammino attraverso il nuovo anno.
Questi temi li tratteremo insieme, senza nessuna presunzione di una verità comunicata dall’alto, ma nell’ottica di un laboratorio esperienziale in cui risorse, conoscenze e appunto esperienze, vengano messe in comune per approfondire senso, significato e valore pratico di ciò che assieme incontreremo.
Oltre a scritti, canzoni, libri e poesie, ogni tema troverà una sua incarnazione in un incontro in cui poterci ritrovare. Per questo mese è prevista una meditazione gratuita live online proprio sulla pazienza, che si terrà il 30 Gennaio.
Iniziamo ad esplorare quale sia la faccia della pazienza che la mindfulness si propone di nutrire. Per fare questo cominceremo restando in prossimità del significato che le attribuisce Jon Kabat Zinn, che per quanto riguarda la coltivazione della consapevolezza rimane il mio punto di riferimento.
Ma come mi ha insegnato mio nonno, quando si parla di parole è bene iniziare confrontandosi con un dizionario. Ecco quindi la definizione del vocabolario Treccani.
paziènza (ant. o region. pacènza, pacènzia, paciènza) s. f. [dal lat. patientia, der. di patiens –entis «paziente»]. – 1. a. Disposizione d’animo, abituale o attuale, congenita al proprio carattere o effetto di volontà e di autocontrollo, ad accettare e sopportare con tranquillità, moderazione, rassegnazione, senza reagire violentemente, il dolore, il male, i disagi, le molestie altrui, le contrarietà della vita in genere.
Come vedremo più avanti la sua vicinanza al greco “pathos”, mette questo termine vicino tanto alla dimensione della sopportazione quanto a quella della passione. Ma ora rimaniamo in un ambito meno filosofico e teorico e più pratico. Ci possiamo ad esempio accorgere chiaramente di cosa significhi essere pazienti se pensiamo a quando ci sentiamo impazienti. Proprio nelle parole di Jon:
“Spesso mi accorgo di essere impaziente. Di voler arrivare alla prossima cosa importante che accadrà, finendo così per perdere il momento presente proprio a causa della mia impazienza. Coltivare intenzionalmente la pazienza e riconoscere che le cose si sviluppano a modo loro è un esercizio importante. E, in un senso profondo, le cose non possono essere affrettate. Quando siamo sempre di corsa per arrivare da qualche altra parte, il risultato è che non siamo mai davvero dove siamo, e questo è una grande tristezza e una grande perdita.”
La pazienza è quindi in un certo senso la scelta tutt’altro che passiva di restare nel momento presente, di lasciare il tempo ad ogni crisalide di diventare farfalla.
“A volte siamo impazienti con gli altri, a volte sul lavoro, altre volte nel voler portare a termine le cose. Ma la saggezza della pazienza è qualcosa di profondamente curativo e rigenerante. È simile a quel riconoscimento, che alcuni bambini non hanno, quando ad esempio cercano di far uscire una farfalla dal bozzolo prima del tempo: certe cose non possono essere accelerate, ma si sviluppano con il proprio tempo.
Se impariamo davvero a essere pazienti con noi stessi, allora abitiamo il momento presente in modi che portano grande conforto e grande profondità, unendo accettazione e saggezza.”
In sintesi, la pazienza nella mindfulness è il cuore della pratica: ci insegna a rallentare, ad abbracciare il presente e a fidarci della naturalezza del processo di crescita e cambiamento.
Non ha nulla di sfavillante, certamente va controcorrente rispetto ai nostri giorno e tempi veloci. Non è certo apparoscente, come ci ricorda Giacomo Leopardi nello Zibaldone : “La pazienza è la più eroica delle virtù, giusto perchè non ha nessuna apparenza d’eroico.”
Ma teniamo il punto per ora fermo sulla mindfulness e cerchiamo di sistemare quanto detto in modo chiaro e sistematico.
La pazienza nella mindfulness è dunque un’arte e una pratica che ci insegna ad abitare pienamente il momento presente, a rispettare il tempo necessario per il cambiamento e a sviluppare una profonda accettazione di noi stessi e della vita. È una qualità trasformativa che ci connette alla saggezza e alla serenità.
La pazienza, nella mindfulness, non è solo un atteggiamento ma una forma di saggezza pratica. Essa riflette la comprensione profonda che:
- La realtà si sviluppa a suo tempo: Ogni esperienza, pensiero o emozione ha un ritmo naturale che non può essere forzato o affrettato.
- Il cambiamento richiede tempo: Nella pratica della mindfulness e nella vita quotidiana, i risultati e le trasformazioni spesso non sono immediati. La pazienza ci consente di continuare il percorso senza ansia o aspettative rigide.
Ad esempio, quando pratichiamo la meditazione, possiamo notare che la mente vaga continuamente. La pazienza ci invita a riconoscere questo vagare senza frustrazione, riportando dolcemente l’attenzione al respiro.
La pazienza è strettamente legata alla capacità di abitare pienamente il momento presente, piuttosto che essere intrappolati nel desiderio di “arrivare” altrove. Questa consapevolezza si manifesta in diversi modi:
- Osservare senza reagire: La pazienza ci aiuta a osservare le esperienze, incluse quelle scomode, senza giudizio o impulso a cambiarle immediatamente. (NB. “immediatamente”, non a non cambiarle del tutto!”
- Lasciare andare il controllo: Accettare che non tutto è sotto il nostro controllo riduce l’ansia legata all’impazienza.
La pazienza svolge un ruolo cruciale in due direzioni:
- Con gli altri: Aiuta a costruire relazioni sane. Quando siamo pazienti con gli altri, permettiamo loro di esprimersi e di crescere senza imporre le nostre aspettative.
- Con noi stessi: Coltivare pazienza verso i nostri errori e limiti promuove una maggiore compassione e autostima. È un antidoto alla critica interiore e all’autosabotaggio.
Ad esempio, se stiamo imparando una nuova abilità o lavorando su un cambiamento personale, la pazienza ci permette di accettare il processo senza pretendere risultati immediati.
La pratica della pazienza porta benefici profondi:
- Riduzione dello stress: L’impazienza spesso genera tensione; la pazienza aiuta a rilassare la mente e il corpo.
- Maggiore consapevolezza: La pazienza permette di notare dettagli sottili nelle esperienze quotidiane, aumentando il livello di presenza.
- Equilibrio emotivo: Accettare le sfide con pazienza ci aiuta a rispondere piuttosto che reagire impulsivamente.
Coltivare l’attitudine della pazienza è il lavoro di una vita intera, ma per iniziare ad esplorarla un po’ più in profondità, possiamo sperimentare qualche piccola attività:
- Riconoscere l’impazienza
Quando sorge l’impazienza, fermiamoci e osserviamola. Quali sensazioni fisiche ed emozioni si manifestano? Non cerchiamo di respingerle, ma osserviamole con curiosità.
- Praticare la meditazione del respiro
Portare l’attenzione al respiro può aiutarci a radicarci nel momento presente. La pazienza si sviluppa naturalmente quando torniamo al respiro senza giudizio.
- Usare frasi di consapevolezza
Ripetiamo mentalmente con consapevolezza affermazioni come:
- “Le cose accadono al loro ritmo.”
- “Posso essere presente senza fretta.”
- Focalizzarci sul processo, non sul risultato
Che stiamo meditando, lavorando o interagendo con gli altri, spostimo l’attenzione dal presunto obiettivo finale al momento presente.
- Osservare la natura
Trascorrere del tempo osservando processi naturali come il sorgere del sole, il movimento delle onde o la crescita di una pianta può ricordarci che ogni cosa segue un ritmo naturale.
Questo è un primo assaggio di ciò che esploreremo questo mese.
Ovviamente, senza fretta!
