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Settembre ha sempre quell’odore di quaderni nuovi e finestre che si riaprono. Anche da adulti lo sentiamo: è il mese in cui tutto sembra dire “si torna in carreggiata”. Ma ricominciare non è mai da zero. E soprattutto non è solo un dovere: è anche un privilegio.
Se abbiamo avuto la fortuna di una pausa estiva, questo rientro non è una condanna: è una possibilità. Non tutti, non tutte hanno potuto scegliere di fermarsi. Tenerlo a mente cambia la prospettiva: dal “devo” al “posso”. Il filosofo Paul Ricoeur scriveva che l’identità umana è “idem” e “ipse”: continuità e novità. Riniziare significa riconoscere entrambe: non cancellare ciò che siamo stati, ma riattivare il movimento del presente.

“Begin again.”
Jon Kabat-Zinn

Jon Kabat-Zinn, creatore del prercorso MBSR, lo ripete come un mantra. Ed è l’essenza della mindfulness: ogni volta che ti accorgi di essere perso o persa nei pensieri, puoi semplicemente tornare al respiro. Ogni volta che la mente scappa, possiamo ricominciare. Non è fallimento: è pratica. Qui la dimensione filosofica si intreccia alla più semplice esperienza: la coscienza, diceva Husserl, è sempre intenzionalità, un movimento che può deviare e che può ritrovare la direzione.
Il rischio del settembre è strafare: voler bruciare subito tutte le energie, programmare tabelle impossibili, rifare la vita in tre giorni. Ma ricominciare può essere anche piano, disordinato, gentile. Una corsa lenta, un’agenda con qualche spazio vuoto, cinque minuti in cui ci fermiamo e respiriamo.

“La leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore.”
Italo Calvino, Lezioni americane

Calvino ci ricorda che la leggerezza non è assenza di peso, ma un modo diverso di portarlo. Forse ricominciare è proprio questo: non aggiungere zavorra, ma scegliere il passo che ci permette di continuare.
Heidegger parlava dell’esistenza come di un continuo “essere-gettati” nel mondo: ogni volta ci ritroviamo in una situazione nuova, non scelta da noi. Ma dentro questa gettatezza abbiamo sempre la possibilità di una risposta. Ricominciare è esercizio di questa libertà: non decidiamo il punto di partenza, ma possiamo decidere come muovere il prossimo passo.
Ogni respiro, se ci pensiamo, è già un nuovo inizio. Non serve aspettare settembre. Ma visto che è qui, possiamo lasciarci ricordare che ricominciare è sempre possibile. E quando diventa dovere, ricordiamoci che, finché possiamo farlo,  è anche una benedizione.